Italia, UE, Mondo

LA FESTA DEMOCRATICA INCONTRA L’EUROPA. Le iniziative del PD Donna Olimpia alla Festa dell’Unità 2011

La Festa Democratica incontra l’Europa : iniziative europee alla festa dell’Unità (Giugno-Luglio 2011)

Di Ines Caloisi

 

 

Le iniziative europee svoltesi durante la festa dell’Unità a Roma, IV Festa Democratica, sostenute  e organizzate anche dal circolo PD Donna Olimpia sono risultate molto partecipate.  Il PD Roma ha concesso per la prima volta uno spazio ampio alle iniziative europee, inizialmente scettico si è poi congratulato. I temi dei dibattiti hanno visto coinvolti vari relatori e tutti hanno auspicato una Unione politica Europea più forte. Da Vincenzo Visco che ha toccato i temi della governance a Guido Milana che ha affrontato il tema del reddito minimo di cittadinanza a Roberto Di Giovan Paolo, David Sassoli, Sandro Gozi, Debora Serracchiani, Gianni Pittella, Roberto Gualtieri sui temi del programma PD per un’Italia Europea, tutti hanno rilevato la necessità e hanno mostrato un impegno a costruire una maggiore cultura europea in Italia auspicando in vari casi la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa, rendendosi anche disponibili per nuovi incontri.

Ai dibattiti sono stati coinvolti anche giovani democratici provenienti da vari circoli che hanno mostrato il loro interesse e la volontà di contribuire alla creazione di un’Europa più forte e di un’Italia che ne recepisca mentalità, approccio politico culturale ed intellettuale.

Nell’ambito dell’iniziativa, presentati anche due libri, uno di Sandro Gozi sul Governo dell’Europa, che ha visto la presenza di due giovani federalisti, Stefano Pietrosanti e Tommaso Visone, e di Silvia Costa, Europarlamentare,  l’altro di Gianfranco Martini e Roberto Di Giovan Paolo incentrato sulla tematica federale Europea, essendo ambedue ex segretari Generali AICCRE (www.aiccre.it).

Presente anche Lapo Pistelli, responsabile esteri PD, che ha cercato di mantenere un equilibrio tra temi UE e politica estera dimostrando che ancora c’è da fare per un raccordo sul nazionale in merito ai temi europei.

Presenti anche associazioni e organizzazioni spiccatamente europeiste e federaliste come l’MFE  (www.mfe.it), AICCRE (www.aiccre.it), CIFE (www.cife.it) CIME (www.cime.eu).

L’iniziativa è stata curata da me, Antonella Orlacchio (assistente politica vice presidente vicario Parlamento Europeo Gianni Pittella), Giulia Urso (coordinatore PD Centro Storico) con il sostegno dei Municipi I e XVI di Roma.

L’iniziativa ha dimostrato che la nostra idea “Europa nel territorio” che con il sostegno del coordinamento Municipio XVI stiamo promuovendo, riscontra interesse anche a livello di festa Romana.

Per il circolo PD Donna Olimpia, oltre all’Europarlamentare Silvia Costa, presente all’iniziativa di Sandro Gozi, ha partecipato Simone Vellucci (iniziativa Vincenzo Visco sulla Governance economica Europea) e, per il coordinamento Roma XVI, Marzia Ventimiglia (iniziativa finale sul PD e un’Italia Europea).

Organizzare iniziative europee nel PD a livello territoriale sembra una delle strade da seguire. Un’Europa che i cittadini sentono lontana nella dinamica della loro vita quotidiana. Con queste iniziative forse la sentono più vicina perché possono comprenderla.

Ci auguriamo pertanto che il PD Roma continui su questa strada e che la politica europea venga sempre più percepita parte viva nella vita dei cittadini, vera e propria politica interna.

Ines Caloisi

Esecutivo PD Donna Olimpia

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NOTIZIE DALL’EUROPA

FESTIVAL DELL’EUROPA dal 6 al 10 maggio 2011 a Firenze

www.festivaldeuropa.eu

………

L’AICCRE ha rilanciato la “Carta europea per la parità <http://www.aiccre.it/pdf/carta_parita.pdf> ”, nella giornata dell’8 marzo.

<http://www.mapnet.it/MAILING_LIST/Archivio_AICCRE/img/cartadiritti.gif>

La “Carta europea”, invita i Poteri locali d’Europa a sottoscrivere la Carta
considerando l’uguaglianza delle donne e degli uomini un diritto universale
da garantire in tutti i territori. “Un’iniziativa che dal basso promuove le
pari opportunità – spiegano Vincenzo Menna ed Emilio Verrengia,
rispettivamente Segretario generale e Segretario generale aggiunto
dell’AICCRE – affinché la prospettiva di genere invada in maniera
irreversibile le nostri Istituzioni, le nostre politiche e, in definitiva,
tutti gli spazi della vita pubblica”. Formulario Carta Europea per la Parità
<http://www.aiccre.it/pdf/formulario_carta_europea.pdf>  – Approfondisci
<http://www.aiccre.it/?sez=1&tipo=articolo&id=847>

 “Alliance for children”: il Parlamento europeo in difesa dei diritti dei bambini

       “Alliance for children” è una coalizione di parlamentari di diversi
paesi e schieramenti politici, nata nei giorni scorsi, che si propone di
mettere al centro dell’azione UE i bambini, tenendoli sempre in conto nel
concreto e quotidiano lavoro legislativo. Roberta Angelilli, vice-presidente
del Parlamento e promotrice dell’iniziativa ha dichiarato: “Lo scopo
dell’Alleanza è difendere i minori nelle politiche interne ed esterne,
facendo valere i loro diritti in tutte le azioni e i programmi dell’UE. Il
gruppo ha già il supporto dell’UNICEF e di altre ONG che si occupano di
minori, ed è stato promosso da me insieme ai Presidenti di sette commissioni
parlamentari. Ora vogliamo allargare l’adesione ad altri deputati, in quanto
il Trattato di Lisbona e la Carta dei Diritti Fondamentali riconoscono i
bambini come pieni cittadini dell’Unione europea e ci danno la possibilità
di trasformare questo principio in legge”. Approfondisci
<http://newsletter.mapnet.it/frontend/track.aspx?idUser=212130&idnl=1285&url
=http://www.europaregioni.it/news/articolo.asp?id_info=9274&id_area=>

———

Sul sito www.sosrinnovabili.it è disponibile una pagina elettronica che permetterà, con una procedura semplice e legale di tutela della privacy, di sottoscrivere la lettera,di seguito riportata, e di creare in automatico un database che provvederemo a “ribaltare” al Ministero dello Sviluppo Economico e simili.
Cerchiamo di essere tanti, uniti e affiatati verso uno scopo NOBILE! 
 
Di seguito il testo dell’appello:
“SOSPENDIAMO IL DECRETO AMMAZZA-RINNOVABILI:
MORATORIA PER UN ANNO
 

SOS RINNOVABILI
in nome di tutti i cittadini che lottano per un futuro più equo e più sicuro
CHIEDE al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, alla PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, a TUTTI i MEMBRI del PARLAMENTO, al PRESIDENTI di CAMERA e SENATO e ai PRESIDENTI di TUTTE le REGIONI di:
sospendere il decreto Romani del 3 marzo 2011 che ha bloccato lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Questo decreto, varato con inspiegabile fretta, ha cancellato retroattivamente impegni triennali assunti dal governo solo pochi mesi prima, spingendo le banche a chiudere il rubinetto del credito per le opere in corso, compromettendo la stabilità di oltre 150 mila famiglie e fermando i cittadini che avevano attivato le procedure per installare un impianto fotovoltaico.
Tutto ciò è avvenuto proprio alla vigilia di avvenimenti che sottolineano l’urgenza dello sviluppo di fonti energetiche basate su materie prime che abbiamo in casa:  il sole, il vento, l’acqua. Il grave incidente alla centrale di Fukushima e il manifestarsi di concreti rischi di approvvigionamento di gas e petrolio  a seguito di eventi non controllabili dal nostro Paese impongono di rivedere il vecchio modello energetico e devono sollecitare un’inversione di rotta anche delle politiche energetiche del governo.
Questo nuovo quadro offre una grande opportunità per le imprese italiane che negli ultimi anni, nonostante l’assenza di una strategia pubblica di largo respiro,  sono state protagoniste di una formidabile rimonta che ha riportato il Paese in una posizione di testa nella corsa europea in questo settore strategico della green economy. Merito anche dello straordinario impegno di tanti presidenti di Regione e di Provincia, sindaci, amministratori e, soprattutto, cittadini che si sono impegnati direttamente in questa battaglia per la democrazia energetica, per riportare le redini dell’energia in Italia.
Occorre dunque uscire rapidamente da questa situazione di grave crisi che rischia di vanificare il grande sforzo compiuto gettando un’ombra sul futuro energetico. E si può farlo avviando una seria programmazione energetica e sospendendo per un anno l’entrata in vigore di tutti gli effetti limitativi della promozione delle fonti rinnovabili contenuti nel decreto n.28  del 3 marzo 2011  pubblicato il 28 Marzo 2011 sulla Gazzetta Ufficiale (con particolare riferimento al comma 10 dell’articolo 25)  per le seguenti motivazioni:
1)     evitare l’emanazione di una regolamentazione decisa sulla base di informazioni di parte e incomplete, alimentate da una campagna di disinformazione che ha ignorato gli obiettivi essenziali svolti dalle fonti rinnovabili: il rispetto degli impegni assunti dall’Italia in sede comunitaria al 2020; la tutela della salute dei cittadini messa a rischio dagli inquinanti prodotti dai combustibili fossili; la difesa della stabilità climatica minacciata dalla crescita dei gas serra.
 2)  difendere il principio della certezza del diritto su cui si basa la nostra democrazia e che è stato messo in discussione dalla cancellazione retroattiva delle garanzie governative in base alle quali cittadini e imprenditori hanno assunto impegni con il sistema creditizio”.

 

SE NON ORA QUANDO?

se non ora quando

“In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.

Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.

Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.

Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.

Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.

Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.”

L’APPUNTAMENTO A ROMA:’ 13 febbraio, ore 14.00 a Piazza del Popolo.

Per chi vuole partecipare al flash mob l’appuntamento è sempre alle ore 14.00 alla terrazza del Pincio

ISTRUZIONI FLASH MOB

Alcune persone saranno già in piazza del Popolo, dove è montato il palco.
Noi saremo, dalle 13:30, alla terrazza del Pincio.

14:00 musica dal palco di piazza del Popolo
-proiezioni di video sul palco di piazza del Popolo
-dal palco, alcune attrici leggono i messaggi arrivati da tutta Italia
15:00 circa Isabella Ragonese dal palco annuncia lo srotolamento dello striscione

immediatamente dopo, la Ragonese chiede un minuto e mezzo di silenzio alla piazza (il silenzio verrà sincronizzato con noi sulla terrazza del Pincio)

-1 minuto e mezzo di silenzio

al termine del minuto e mezzo di silenzio Isabella Ragonese chiederà a voce alta:
“SE NON ORA QUANDO?”

Tutte e tutti a piazza del Popolo e al Pincio risponderanno urlando e alzando le braccia: “ADESSO!”

La domanda e la risposta verrà ripetuta tre volte

Dal palco viene mandata una canzone di Patti Smith
15:10 circa scendiamo tutte e tutti verso piazza del Popolo

FEDERALISMO FISCALE TRADITO

Se non si cambiano rapidamente alcuni contenuti centrali del decreto sul fisco municipale, licenziato dal ministro Calderoli e ora all’attenzione della Commissione Bicamerale si rischia di consegnare all’Italia un federalismo ‘farlocco’ dove gli enti più in difficoltà saranno quelli più vicini ai cittadini ed i Comuni saranno nettamente più indeboliti.

Si sottolinea inoltre che la celerità con quale La Lega vuole far approvare il decreto, non facilita certamente un buon servizio alle Regioni e per finalità di pura speculazione politica, farà tornare il Paese indietro di venti anni. Anche l’Anci, l’associazione nazionale che rappresenta i comuni e che è presieduta dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e il Terzo polo hanno sostanzialmente bocciato il provvedimento perché come già ha fatto notare il Partito Democratico, quello proposto dalla Lega non è un vero federalismo, in quanto non crea una reale autonomia impositiva e produce ulteriore confusione nelle pratiche burocratiche, aumentando le difficoltà degli amministratori.

“È paradossale che un provvedimento così rilevante come quello del federalismo municipale, peraltro condizionante la stessa prosecuzione della legislatura, sia discusso e approvato nella specifica Commissione bicamerale, composta di 15 deputati e 15 senatori, senza il coinvolgimento più ampio del Parlamento”. È questo il contenuto della richiesta avanzata in queste ore dai senatori del PD Benedetto Adragna, Daniele Bosone, Lucio D’Ubaldo e Paolo Giaretta. Ne è scaturita la richiesta di un prolungamento della delega che scade il 28 gennaio per discutere le opportune modifiche. Una proroga di almeno 6 mesi. La Lega, che ha già chiarito la propria posizione (federalismo o crisi di governo) ha deciso di concedere qualche giorno.

Marco Causi del Gruppo Pd, vice presidente della bicamerale sul federalismo fiscale ha chiarito dal punto di vista tecnico i forti dubbi del Pd in merito all’iter del decreto. “Non è accettabile è una forzatura politicista quella di Calderoli. Il governo ha radicalmente modificato il decreto dello scorso settembre e pretenderebbe adesso l’approvazione del Parlamento al buio su un testo arrivato soltanto alle 5 di ieri pomeriggio, senza numeri, senza quantificazioni, senza relazione tecnica della Ragioneria”.

“Altro che riforma epocale- ha detto Davide Zoggia, Responsabile Enti locali della Segreteria del Partito Democratico -. Il ministro ha operato sulla sua stessa proposta, un tagli e cuci che ha stravolto l’originale progetto Si ritiri dunque il decreto e si riparta dalla legge delega 42 e dalla proposta avanza in queste settimane dal Partito Democratico”.

Maurizio Martina Segretario PD Lombardia e Consigliere regionale ha fatto notare alla luce della propria esperienza come sia sbagliato levare disponibilità economica alle giunte comunali: “Andando avanti di questo passo e per colpa della Lega ai sindaci rimarranno solo da gestire le carte d’identità”.

In sostanza: la promessa di recupero dei 2,5 miliardi di tagli determinati dalla Legge di stabilità, come previsto, nei fatti non viene mantenuta; tutte le misure per stanziare risorse ai Comuni sono rinviate a decreti del ministero dell’Economia. Per questo, Stefano Fassina, Responsabile Economia e Lavoro della Segreteria del Partito Democratico, ha definito la versione del decreto sul federalismo municipale presentata ieri dal ministro Calderoli come ‘il tradimento del federalismo’.

Ha spiegato Fassina: “Sia nella fase di transizione, sia a regime dopo il 2014, vi sono soltanto compartecipazioni dei comuni a tributi erariali, ossia nessuna autonomia dei sindaci. L’Imposta municipale unica, unica non è, in quanto si affianca a tante imposte oggi in vigore e conservate. Sopratutto, colpisce pesantemente gli immobili utilizzati dagli artigiani, dai commercianti, dai piccoli imprenditori per il loro lavoro, mentre esenta le società di capitali. L’aliquota prevista per l’Imu per dare un gettito significativo è così elevata che Calderoli e Tremonti, pur conoscendola, non hanno il coraggio di scriverla nel testo. Infine, non c’è nulla sulla perequazione”.

Anche la cedolare secca al 23% sugli immobili in affitto è definita ‘un semplice spot’ da chi si occupa di economia nel Partito democratico. Dalla cedolare secca infatti ne beneficiano soltanto i proprietari con i redditi più elevati, mentre per gli affittuari, i 400 milioni sbandierati sono puramente virtuali.

Entrando nello specifico, nel settore del turismo ad esempio, sulla tassa di soggiorno le soluzioni di Calderoli sono un pasticcio incredibile ideato per fare cassa ma che alla fine produrranno danni solo al turismo. Già nella manovra correttiva del 2010 il Governo ha dato la possibilità al Comune di Roma di introdurre la tassa di soggiorno fino a 10 euro per notte di soggiorno, per rispondere ad esigenze di equilibrio economico – finanziario, ma senza uno scopo preciso. E adesso si utilizza il federalismo fiscale municipale per dare la possibilità anche agli altri comuni capoluogo di provincia di istituire la tassa di soggiorno, da 0,5 a 5 euro per notte di soggiorno, sempre senza alcuna destinazione economica chiara degli introiti. Anche Confcommercio ha espresso dubbi sulla tassa di soggiorno.

Ha dichiarato in merito Armando Cirillo, Responsabile turismo del Pd: “In tutto questo ragionamento ci si dimentica clamorosamente che sono le Regioni ad avere competenze esclusive in materia di turismo. Il bello è che tutto avviene senza che il ministro Brambilla si renda minimamente conto di ciò che sta accadendo”.

Il l Pd vorrebbe attuare il federalismo in modo coerente con la legge e tenendo conto delle effettive esigenze di enti come i Comuni che erogano servizi essenziali, mentre nella Maggioranza, confusione ed incertezza regnano sovrane, e sono probabilmente il prodotto dell’attuale fase politica che governo e Parlamento stanno vivendo. Oggi il Consiglio dei ministri prenderà una decisione in merito alla tempistica dell’approvazione definitiva del Decreto. Ma è praticamente certo che su questo tema si andrà allo scontro e che proprio il tema del federalismo potrebbe diventare la buccia di banana che farà scivolare il governo.

Anto.Pro.

Europa e governo Berlusconi: c’è finanziaria e finanziaria

Approvato il bilancio Ue con un ruolo fondamentale del PD: scongiurato il rischio di paralisi dei pagamenti, più fondi per giovani, istruzione, ambiente, innovazione e ricerca

Il Parlamento europeo, dopo una lunga e difficile trattativa, ha approvato il Bilancio dell’Unione europea per il 2011. Grazie al lavoro degli eurodeputati del Partito Democratico, nella legge Finanziaria dell’Unione è prevista una forte attenzione per le grandi priorità che stanno alla base di tutti i governi nazionali: i giovani, l’istruzione, la mobilità e la ricerca. Inoltre, i fondi per le politiche di coesione, sono stati incrementati del 15 per cento rispetto allo scorso anno. Complessivamente, poi, sono aumentati di quasi il 12 per cento i pagamenti per la crescita sostenibile.

 

Una situazione ben diversa da quella italiana, dove Berlusconi e Tremonti tentano di venderci i tagli come riforme.
Gli eurodeputati del Pd Gianni Pittella, Vicepresidente dell’europarlamento, Francesca Balzani, Andrea Cozzolino e Roberto Gualtieri, membri della Commissione Bilancio, hanno evidenziato come “il Parlamento avrebbe voluto un bilancio ancora più forte ma alla fine è prevalsa la volontà di assicurare l’approvazione del più importante documento di programmazione finanziaria entro la fine dell’anno, per scongiurare il rischio di una paralisi dei pagamenti”.C’è un’altra ragione importante però, per cui l’Assemblea di Strasburgo può essere soddisfatta del voto: l’impegno preso dal Consiglio per un profondo e giusto coinvolgimento del Parlamento nella definizione delle nuove prospettive finanziarie che sono il vero futuro dell’Unione, “attraverso la piena partecipazione alla ridefinizione del grande quadro finanziario dell’Unione per i prossimi anni il Parlamento potrà così assicurare ai cittadini il pieno svolgimento del suo ruolo di garante del loro massimo interesse: quello a un’Europa più forte e dotata delle risorse necessarie per crescere”. 
Un altro traguardo importante raggiunto dal gruppo dei democratici, nell’ambito del bilancio dell’Unione è stato l’approvazione a larghissima maggioranza dall’Aula di Strasburgo del “Rapporto sulla nuova strategia dell’Unione Europea in Afghanistan”. Si tratta di uno dei documenti più critici mai approvati a Bruxelles su un intervento Nato e sulla condotta dell’Europa e Usa in Afghanistan negli ultimi dieci anni,  redatto  dall’Eurodeputato del Pd, Pino Arlacchi e approvato dopo un lungo percorso cominciato un anno fa e che aveva già ottenuto un consenso quasi unanime in Commissione Esteri.Ha chiarito Arlacchi: “Era necessario un radicale ripensamento della strategia seguita finora dall’Ue, innanzitutto smettendo di andare a rimorchio degli errori americani, anche per dimostrare la sincerità dell’amicizia nei loro confronti. L’Europa di oggi è costruita sull’avversione alla guerra e il Rapporto riflette questo sentimento. Punto centrale del documento è l’affermazione che l’unica soluzione possibile passa per la politica, con il sostegno a negoziati di pace che coinvolgano il governo Karzai, ma anche i Talebani e gli altri gruppi insurrezionali”. 

“Le altri assi del Rapporto – ha aggiunto l’eurodeputato – segnano la fine dello scandalo degli aiuti internazionali, prevedendo un grande piano di formazione della polizia afghana e il ritiro graduale dei soldati occidentali, oltre ad un piano quinquennale per l’eliminazione delle coltivazioni di oppio anche con la cooperazione della Russia, Paese tra i grandi consumatori dell’eroina afghana”.

Essenzialmente, con l’adozione del Rapporto, il Parlamento chiede all’Ue e agli Stati membri di supportare l’Afghanistan nel processo di ricostruzione civile e democratica, perché nessuna pace duratura è possibile senza una riduzione della povertà e un vero sostegno ai diritti della popolazione. Da oggi quindi, grazie al Gruppo Pd al Parlamento europeo, il Rapporto diventa patrimonio dell’Europa e sarà importante ragionare da subito sulla sua implementazione. Per questo è stata proposta a breve una conferenza internazionale alla quale saranno chiamati a partecipare l’Ue, la Russia, l’Onu e il governo afghano.

Un altro importante risultato da ascrivere all’impegno del Gruppo dei Socialisti e Democratici e che conferma l’attenzione dell’Europa nei confronti del conflitto mediorientale è che con l’approvazione del bilancio, il Parlamento europeo ha dato il via libera all’aumento di 100 milioni di euro per il sostegno alla Palestina ed al processo di pace in Mediorientale. Ha dichiarato l’eurodeputato del Pd Roberto Gualtieri: “Adesso è necessario ogni sforzo per una soluzione che porti alla nascita dello Stato palestinese che viva in pace accanto a quello di Israele. L’Europa, come ha dimostrato anche con le scelte di bilancio, farà per intero e con convinzione la sua parte”.

Roberto Gualtieri ha anche spiegato come il gruppo dei Socialisti e Democratici abbia contribuito in maniera decisiva al riconoscimento del ruolo dei Partiti politici europei, considerati tra coloro in grado di promuovere un’iniziativa dei cittadini. Grazie a questa misura, i cittadini europei potranno chiedere alla Commissione di legiferare su temi sui quali opinione pubblica e cittadini abbiano deciso di mobilitarsi. “Con l’ok all’Iniziativa dei cittadini, il Parlamento europeo ha approvato oggi una delle innovazioni più significative introdotte dal Trattato di Lisbona – ha spiegato Gualtieri -. In quanto in democrazia la procedura è sostanza e l’attuazione dell’iniziativa dei cittadini non costituisce un esercizio meramente tecnico, bensì impone scelte cruciali, da cui dipende la possibilità di farne uno strumento effettivamente capace di contribuire all’edificazione di un vero spazio politico europeo”.E’ un bel giorno per la democrazia in Europa quindi grazie alla spinta propulsiva del Gruppo Pd che ha portato il Parlamento europeo ad esercitare le proprie prerogative saggiamente, migliorando la proposta della Commissione e dando il via libera ad un atto di estrema rilevanza. Perché non ci sarà una vera democrazia dell’Unione fino a quando i Partiti politici non assumeranno un ruolo effettivo nel processo democratico. Di fatto con il riconoscimento dei cittadini come i protagonisti dell’iniziativa politica europea, si farà un grande passo avanti in questa direzione. 
Non mancano però delle note stonate nell’ambito dell’approvazione del bilancio dell’Ue, come ha sottolineato Sandro Gozi, Responsabile delle politiche UE del PD. “I leader europei riunitisi a Bruxelles per l’ultimo vertice del 2010 si sono attenuti al minimo sindacale- ha sostenuto Gozi -. Continuano ad aggiungere tassello dopo tassello, senza indicare quale sia il disegno politico complessivo. Ancora più gravi – ha proseguito Gozi – sono le posizioni tedesca e inglese sul bilancio, che non si limitano più a voler imporre un bilancio insufficiente per il 2011, ma addirittura vorrebbero che un’Unione a ventisette e più stati dopo il 2013 continuasse a lavorare con risorse finanziarie complessive, che già erano insufficienti quando l’Unione europea era composta da quindici Paesi”.
Gozi quindi ha espresso la posizione del Partito democratico che “si oppone a questo populismo governativo che vuole far credere agli europei che diminuendo il bilancio europeo si contribuirebbe alle politiche di rigore nazionale. E’ vero esattamente il contrario. Proprio quando si adottano politiche di rigore nazionale, servono nuovi strumenti finanziari e comuni per la crescita economica. Senza il bilancio, le pompose dichiarazione dei leader continueranno a rimanere sulla carta, aumentando così il divario tra Europa e cittadini”.D’altronde in Europa, esattamente come per i governi nazionali ed in particolare per il nostro è ormai chiaro che non si può uscire dalla crisi sistemica rispondendo a emergenza dopo emergenza, ma è necessario avviare una riforma vera della governance europea, che non si limiti solo al rigore, ma comprenda anche politiche di crescita. La mancanza di un disegno politico complessivo emerso ancora una volta in Europa, si accompagna ad una nuova prova di miopia dei governi che riaprono il Trattato di Lisbona solo per il meccanismo di stabilizzazione permanente. Risposta necessaria ma insufficiente dal momento che andrebbe rivisto tutto il capitolo del Trattato relativo alla politica economica comune per rimediare alla sua obsolescenza dopo la crisi. 
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